Il Diavolo

Pubblicato il 12 dicembre 2025 alle ore 15:31

Per conquistare la consapevolezza completa di sé è indispensabile conoscere ogni aspetto della propria natura e comprendere che l’universo nasce dall’unità diversificata negli opposti, declinata in infinite sfumature. È tempo di incontrare l’Arcano numero quindici: il Diavolo.

Un ermafrodita alato e cornuto regge nella mano sinistra un tridente (o una spada) e si erge su un piedistallo.

Ai suoi fianchi, due figure — spesso un uomo e una donna con attributi animali, oppure due demoni — hanno le mani legate dietro la schiena e sono incatenate all’anello centrale.

È il momento in cui il Viandante affronta la materia, l’istinto e le forze della libido, osservandole da un punto di vista inedito.

Se il Bagatto incontrasse il Diavolo prima di aver completato il percorso, rischierebbe di esserne catturato, accecato dal delirio di onnipotenza; ecco perché il Viaggiatore ha dovuto superare numerose prove prima di giungere a questo confronto cruciale.

Come nella Temperanza, anche qui compare un essere androgino alato, ma mentre in quell’Arcano la fusione degli opposti riguardava lo spirito, nel Diavolo il tema si sposta sulla materia e sull’energia istintuale.

Il Diavolo domina il mondo materiale e istintivo, testimoniando la capacità maturata dall’aspirante Mago di esercitare potere su ciò che un tempo imprigionava l’ego.

Questa figura incarna la forza del fuoco e della sessualità, energie potenti e neutrali in sé.

Le due creature incatenate simboleggiano le passioni che devono essere riconosciute e tenute sotto controllo, non demonizzate. Il Diavolo non è la personificazione del male — il male non esiste, esiste solo il dolore — ed è lo Yang di un Tao in cui la Temperanza è lo Yin. Non v’è contrapposizione tra spirito e materia, ma un’unica Forza che tutto pervade.

Questo concetto emerge chiaramente in un messaggio della Confederazione Irochese delle Sei Nazioni: “Un filo d’erba è una forma di energia espressa in materia: la materia-erba. Lo spirito dell’erba è questa forza invisibile che produce le diverse specie… L’universo spirituale si manifesta all’uomo sotto la forma della Creazione, la Creazione che sorregge la vita”.

Così come non esiste dicotomia tra spirito e materia, non esiste contrapposizione tra bene e male. Nel suo aspetto oscuro, il Diavolo può essere visto come Signore delle Tenebre — similmente all’azteco Tezcatlipoca — piuttosto che detentore del male. Questa lama evoca l’Archetipo dell’Ombra, ricordandoci che tutta la realtà è duale e che ciò che neghiamo rischia di aggredirci.

Egli non è malvagio, ma rappresenta una forza potentissima, forse oscura e temibile, ma non malvagia. Spesso l’uomo utilizza questa energia per “fare” il male: l’energia elettrica, per esempio, può illuminare un ambiente o azionare congegni di morte, ma non si può additare l’energia come responsabile della distruzione.

In ogni essere umano coesistono molteplici forze e, forse, il Diavolo rappresenta quelle componenti che non vogliamo riconoscere, considerate brutte o cattive. Esse non sono malvagie in sé, diventano tali solo quando le rinneghiamo. Per ascendere alla luce è necessario conoscere le tenebre; per assaporare il paradiso, bisogna prima discendere all’inferno; per apprezzare le stelle, occorre conoscere il fango. Dentro di noi abitano tenebre, inferni e fango: riconoscerli e accettarli è il primo passo per superarli, altrimenti rischiano di rivoltarsi contro di noi.

Il Diavolo è una forza della natura, non contro natura.

È stato ritratto come figura malvagia per giustificare la cattiveria umana, figlia di repressione, paura, ignoranza ed egoismo.

Rodolfo Brun 2025

Arcano numero 15

Il Diavolo

Tarocchi Marsigliesi - Parigi edizione 1761

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