Rodolfo Brun: ritratto di uno scrittore e ricercatore

Rodolfo Brun è nato a Torino il 25 dicembre 1952, si è laureato in Psicologia presso l'Università di Padova; è un artista, intellettuale e professionista torinese la cui carriera multidisciplinare spazia dalla psicologia alla musica, dalla scrittura alla ricerca scientifica. Nel corso degli studi ha approfondito le dinamiche della mente umana, integrando approcci psicologici tradizionali con visioni filosofiche, orientali e tradizioni nativo americane. Questo background formativo ha gettato le basi per il suo lavoro.

Il suo percorso professionale inizia con attività sul territorio e si evolve in contesti ospedalieri di alta specializzazione:

  • Psicologo e ipnologo-psicoterapeuta
  • Attività nella medicina scolastica, nel consultorio familiare, nel centro socioterapeutico
  • Formatore e docente di seminari esperienziali
  • Attività di inserimento e qualità di vita del paziente nefropatico in dialisi (dal 1991)
  • Coordinatore del Servizio di Psicologia per i Trapianti del Centro Trapianti Regione Piemonte - Valle d'Aosta (giugno 2013–gennaio 2024)

Rodolfo Brun si è formato in un contesto profondamente sincretico, integrando visioni differenti, in un unico approccio alla mente umana e al benessere spirituale. Attraverso la fusione tra arte e scienza, tra musica e psicologia, propone un cammino in cui discipline apparentemente distanti possono interconnettersi per offrire nuovi spunti di riflessione sulla condizione umana e la conoscenza di sé.

Lo scrittore

Nei suoi libri Rodolfo Brun esplora la tensione tra le dinamiche interiori dell’essere umano e i contesti sociali e spirituali che lo circondano; attraverso l'indagine delle dinamiche interiori e dell’inconscio, attraverso personaggi e ambientazioni simboliche, senza dimenticare di dare spazio all'avventura e al mistero.

L'autore utilizza un linguaggio poetico e immagini evocative che richiamano miti antichi e dimensioni simboliche. Fondamentale nei suoi scritti è il collegamento tra psicologia clinica e dimensione spirituale. 

Brun cita fra i suoi principali maestri ed ispiratori:

  • Gesù di Nazareth e Siddharta Gautama (Buddha)

  • Socrate, Sigmund Freud, Carl Gustav Jung

  • Erik Fromm, Carl Rogers, Paul Watzlawick

  • Milton H. Erikson, Carlos Castaneda

  • Sheldon Kopp, Francis Mitchell (Uomo Sacro Navajo), Sara Smith (Grande Madre Irochese)

Dal 1998 Brun ha approfondito lo studio dell’etno-medicina e della cura spirituale nelle tradizioni dei nativi americani, svolgendo viaggi di ricerca presso: Comunità Navajo in New Mexico, Comunità Maya nello Yucatán, Comunità Azteche a Oaxaca e Città del Messico. Nel 2001 ha ricevuto la conduzione della Capanna Sudatoria da Francis Mitchell.

Rodolfo Brun cantautore

A dodici anni, grazie a un suggerimento del padre, ascolta “Le plat pays” di Jacques Brel e decide che sarà cantautore.  

Anche se non lo ha mai incontrato di persona, Fabrizio de André diventa il suo maestro, ispirandolo con il contenuto poetico e civile delle sue canzoni.

https://www.antiwarsongs.org/artista.php?id=15296

Tra gli anni ’70 e ’80 suona e canta in vari gruppi, il più importante dei quali è stato sicuramente "L'Altra Dimensione" che utilizzava sonorità blues, rock e pop. 
All'inizio degli anni Settanta compone le sue prime canzoni, cimentandosi in arrangiamenti sia acustici sia elettrici e nel 1975 partecipa al Concorso Voci Nuove di Boario Terme, presentato da Mike Bongiorno, ottenendo il Premio della Critica.

Nel 1978 si laurea in Psicologia con una tesi in musicoterapia, gettando le basi per unire ricerca psicologica e musica fin dagli esordi della sua carriera artistica.

Nei suoi brani si fondono momenti blues, rock, elettronici, con rimandi medievali e rinascimentali.
Questo ponte fra la tradizione dei trovatori provenzali e il sound contemporaneo disegna un percorso sonoro che abbraccia memoria, spiritualità e tradizione.

Psicodanza (1996).

La danza è un fatto mitico, il danzatore è il personaggio mitico, un’attuazione mitica, non una semplice riproduzione… il mito originale non è una prosa narrativa: si canta e si danza”. Partendo da un pensiero di Erich Hornbostel e dalle esperienze della Trance Dance, Rodolfo Brun inventa la Psicodanza, proponendo situazioni che fanno riferimento alle sonorità dell'antica tradizione dello sciamanismo, della musica mistica orientale e occidentale, della musica etnica, sino all'avanguardia del rock metropolitano e alle nuove sonorità della musica elettronica. L’obiettivo è la realizzazione di stati di partecipazione attraverso i quali si accede ad una più profonda consapevolezza di sé stessi.

Guidati dal suono, dal ritmo e dal movimento, i danzatori entrano in contatto con la parte più creativa e magica della propria personalità.

Grafica Emanuela Lemal

Caccia Sciamanica (2009).

L’album nasce come unione della Psicodanza con l’esperienza vissuta da Brun presso i nativi americani. Per molte culture nativo americane, la ricerca della propria dualità nel mondo della natura, è fondamentale per incontrare le parti profonde di sé. Il lavoro è stato realizzato dal gruppo “Il tempo del Sogno” composto da Alessandro Ponzetto, Fabrizio Cena, Massimiliano Fazio, Matteo Cordone e Rodolfo Brun.

Emanuela Lemal

Il progetto Occitano “Perlas de Veire”

Nel 2008, in seguito a una grave malattia, Brun elabora l’idea che le radici di una persona risiedono nella lingua degli antenati. Da qui nasce Perlas de Veire, il suo album interamente in occitano, lingua dei suoi avi. Con musiche e liriche di Rodolfo Brun gli arrangiamenti e le esecuzione sono state curate in collaborazione con A. Ponzetto, F. Cena, G. Gunella, L. Cardone, M. Fazio e R. Zanini.