
La rinascita, se avverrà, condurrà il Viandante della Conoscenza all’Arcano quattordici: la Temperanza.
Un angelo dall’aspetto femminile regge due brocche, una in alto e una in basso; il liquido contenuto nei recipienti, probabilmente acqua, scorre continuamente dall’una all’altra. Data la posizione dei vasi, il fluido dovrebbe inevitabilmente colare, ma non lo fa: l’evento assume un carattere portentoso, perché l’acqua sembra fluire anche dal basso verso l’alto.
La Temperanza richiama l’elemento acqua e tutti i liquidi, evoca l’oceano primordiale, il fiume circolare che sostiene la vita e accompagna i riti di morte e resurrezione.
Il fluido simboleggia nuovamente la forza duale dell’universo, manifestata come flusso continuo e attraverso la mescolanza degli opposti. Anche l’androginia dell’angelo suggerisce questa fusione: la figura appare al contempo umana e divina, incarnazione della dualità.
Il liquido versato dalle brocche racconta al Viandante risorto che il potere della dualità era stato controllato dal Guerriero del Carro, poi gestito nella Forza, e ora scorre senza ostacoli all’interno di uno spirito liberato dalle ragnatele dell’ego.
La Temperanza è simbolo di armonia universale e di scorrimento costante del tempo. Se nella Ruota della Fortuna l’alternanza implicava continui mutamenti, questa volta il flusso è equilibrato e uniforme.
Nel mio romanzo Venne un Uomo scrivo:
“Pochi, siedono sulla riva (del fiume). Siedono perché da qualche parte è bene che stiano. Potrebbero sedere alla sorgente oppure alla foce, potrebbero essere nella corrente oppure sciogliersi nel mare. Siedono perché hanno capito che il fiume è meraviglioso e vale la pena guardarlo. Essi sanno che nel fiume tutto è bene, anche le cose spiacevoli sono bene se si comprendono. Voi siete abituati a credere che le cose piacevoli siano bene e quelle spiacevoli siano male, non è così. Tutto ciò che conduce alla crescita e alla consapevolezza è bene, anche quando passa attraverso strade dolorose... Essere seduti sulla riva non vuol dire essere fuori dalla corrente della vita, vuol dire guardare la corrente della vita da un altro punto di vista... Essere seduti sulla riva significa essere già arrivati al mare e aver deciso di continuare a condividere il fiume perché anche il fiume fa parte del mare. Essere seduti sulla riva significa sapere che la corrente ci definisce, ma noi non siamo la corrente. Il fiume ci definisce, ma noi non siamo il fiume. Significa uscire dalle descrizioni che diamo di noi stessi e che ci fanno credere di essere una certa cosa”.
La donna angelo, mediatrice tra cielo e terra, è anche guaritrice dei traumi della morte e della rinascita.
Versa l’armonia universale per sanare lo squilibrio individuale.
Il viaggio ora può riprendere: il contatto con le sostanze celesti ha dato nuovo vigore all’aspirante Mago, facendogli percepire la luminosità della dualità. Se vorrà proseguire, dovrà avventurarsi anche nel lato oscuro degli opposti, poiché chi cerca la Conoscenza inevitabilmente attraversa tutte le strade della dualità, liberandosi dall’illusione che la luce sia l’unica forma di sapere.
Dice una preghiera dei pigmei africani: “Non avere paura del buio, se la notte esiste è una buona cosa”.
Rodolfo Brun 2025
Arcano numero 14
La Temperanza
Tarocchi Marsigliesi - Parigi edizione 1761
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