L'Arcano senza nome

Pubblicato il 8 dicembre 2025 alle ore 11:44

L’Arcano numero tredici non porta nome.

Uno scheletro impugna la falce e avanza tra resti umani: teste incoronate, mani, piedi e arti sparsi ovunque. È il momento della Morte iniziatica, della totale rinuncia all’ego e del ritorno al caos primigenio.

Questa lama rappresenta la fine assoluta: spezza ogni legame, annulla ogni progetto e distrugge ciò che è vivo. Le membra smembrate ricordano l’imparzialità della Morte e il viaggio sciamanico nell’Altro Mondo, dove lo smembramento precede la rinascita alla consapevolezza.

La Morte è parte integrante della vita, non nega l’esistenza ma ne rappresenta l’ultimo atto. Accettare sofferenza, dolore e morte come eventi naturali è essenziale per non bloccare l’evoluzione personale. Rifiutare queste dimensioni amplifica il malessere.

Sul piano psicologico, la Morte libera forze negative e regressive e dematerializza le energie ascensionali dello spirito.

Ogni momento di crescita implica la morte della fase precedente, quindi morte come trasformazione, non interpretata in termini di disgregazione e perdita.

La dissoluzione dell’Arcano senza nome va letta alchemicamente come essenzialità e ritorno alla materia primigenia, quindi al verbo: l’essere che fornirà la materia della pietra filosofale viene chiuso in un recipiente e privato d’ogni contatto esterno, fino a morire e putrefarsi.

Come nell’iniziazione sciamanica, è necessario attraversare la Morte come porta verso nuovi mondi, percorrerne i sentieri, affrontarne le difficoltà e i pericoli; soltanto dopo questa fase potrà riprendere il viaggio rinascendo a nuova vita.

Come nell’iniziazione sciamanica l’iniziato deve raggiungere l’Altro Mondo.

Rodolfo Brun 2025

Arcano numero 13

L'Arcano senza nome

Tarocchi Marsigliesi - Parigi edizione 1761

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