
Il Giudizio
A questo punto del viaggio, il rischio è di non ritornare sulla terra, diventando anzitempo abitanti dell’Altro Mondo. Per questo motivo, un angelo fa risuonare la sua tromba celeste: è l’Arcano numero venti, il Giudizio.
L’Angelo che sovrasta la scena è avvolto da una nube da cui escono raggi luminosi. Dai sepolcri sottostanti sorgono i corpi di tre resuscitati in atteggiamento di preghiera. È il momento della redenzione finale; lo spirito del viaggiatore della Conoscenza si libera da tutti i restanti legami e volge le spalle a un passato di oscurità; egli è diventato un Mago.
Dopo essersi confrontato con l’ombra, accoglie il sé e il mondo; è diventato responsabile della propria esistenza, consapevole della sincronicità dell’universo e capace di gioire della vita in ogni sua espressione.
La donna a sinistra e l’uomo a destra sono la raffigurazione dei due principi che sono pronti a ricongiungersi nella terza figura centrale, vista di spalle.
È facile individuare in questo personaggio centrale, che fuoriesce nudo dalla sua tomba, il Bagatto-Innamorato-Carro-Appeso, che, dopo aver superato numerose prove, essere sceso agli inferi ed aver incontrato le dimensioni celesti, è finalmente pronto a ricevere il Magistero.
Il Mondo
È proprio il Mondo, l’Arcano ventuno, che ora appare all’eroe. All’interno di una ghirlanda ovale danza un androgino nudo, ricoperto parzialmente da un velo; nella mano tiene una bacchetta. Ai quattro angoli della tavola compaiono un angelo, un’aquila, un leone e un toro, simboli dei quattro evangelisti, delle quattro direzioni, dei quattro elementi e dei quattro livelli della consapevolezza.
Il Bagatto è diventato un Mago illuminato, un uomo o una donna di conoscenza; ha concluso il viaggio raggiungendo il centro della ruota cosmica e ponendosi al di fuori del vortice che essa genera. Tutto è ricomposto, tutto è concluso. Il viaggiatore della Conoscenza contempla l’universo e sé stesso, centro dell’universo; questa volta, però, non vi è desiderio di onnipotenza o di orgoglio: soltanto consapevolezza. Il Mago è il centro dell’universo, ma ogni essere è il centro del creato: lo sono i pianeti, le stelle e gli infiniti mondi del macro e del microcosmo; da quel centro il Mago può finalmente scegliere in modo libero e consapevole. Il Mago si trova al crocevia dei mondi: tutte le strade sono aperte e tutte possono essere percorse.
Il Matto 22
La fine coincide con l’inizio: il Mago può finalmente abbandonarsi a una follia consapevole, rincontrando il Matto, la follia di Francesco giullare di Dio, la follia dei saggi e degli illuminati, che schiude le porte di un nuovo viaggio lungo la spirale infinita dell’eternità.
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