La Forza

Pubblicato il 20 novembre 2025 alle ore 12:28

Si tratta di una giovane donna che schiude — o impedisce che si chiudano — le fauci di un leone. La fanciulla indossa un copricapo che ricorda nella forma quello del Bagatto. In quasi tutte le culture è raro trovare la Forza rappresentata da un simbolo femminile: questo rende l’Arcano undici particolarmente significativo.

Mentre il Bagatto e il Carro incarnano rappresentazioni yang della forza, qui appare la sua immagine yin, ovvero la forza del non-sforzo. Non vi è desiderio di distruzione o di sopraffazione, né necessità di controllo o competizione; si tratta dell’energia suprema a cui nulla può resistere. La Forza non ispira una lotta dominata da ira, paura o violenza; manifesta invece il desiderio di evitare il danno, di contenere l’avversario mostrando il potere inesauribile della non-violenza. Questo Arcano annuncia che si può combattere senza essere coinvolti nello scontro e senza sforzo: la battaglia può continuare indefinitamente.

Soltanto scoprendo questa Forza il Guerriero può proseguire il viaggio, imparando che la dualità dello sforzo è un “non-sforzo” altrettanto ricco di potenzialità.

Dopo aver appreso questa lezione, che lo renderà un Guerriero ancora più consapevole e potente, il viaggiatore riceverà l’insegnamento dell’Offrente: l’offerta volontaria al mondo tramite la rinuncia all’uso del proprio potere personale appena conquistato.

L’Offerente non cerca la sofferenza o il martirio, né si aspetta ricompense per il proprio sacrificio. Si accorge che la Conoscenza non si ottiene soltanto lottando: si ottiene anche attraverso l’offerta di sé, donando la propria vita all’universo. Il Viandante comprende che è giunto il momento di arrendersi alla vita.

Nel mio romanzo Venne un Uomo scrivo: “Immagina la vita come un fiume nel quale ogni essere è immerso. La maggioranza degli esseri umani tende a nuotare contro corrente, guidata dall’istinto di opporsi a qualcosa che non comprende e che trascina ognuno verso una meta sconosciuta. L’unico risultato che si ottiene nuotando contro corrente è quello di esaurire le proprie forze e di essere travolti dal fiume. Si arriverà al mare esausti e malconci. Alcuni comprendono che è saggio abbandonarsi alla corrente poiché essa va dove è giusto che vada. Si godono quindi il viaggio, la bellezza delle rive, le difficoltà del percorso, l’acqua stessa. Molto spesso però anche quelli che si abbandonano al fiume vorrebbero un viaggio senza pericoli, quindi se vedono un coccodrillo si spaventano.

Normalmente si mettono a nuotare furiosamente per fuggire: è inutile, i coccodrilli nuotano meglio degli esseri umani. Per quanto lunga sia la sua fuga alla fine il coccodrillo raggiungerà la preda e la divorerà. Sarà una preda stanca e terrorizzata: se accade di essere divorati io credo sia meglio esserlo senza sprecare troppe energie. Se si lascia venire il coccodrillo e non si fugge, si scoprirà ben presto che anch’egli è un’illusione del fiume, che i suoi morsi non lacerano nulla, che si è ancora nella corrente. Il coccodrillo fa parte del fiume, non è male”.

Soltanto chi abbraccia pienamente questo insegnamento potrà trasformarsi in Mago, padrone dei quattro elementi e dei segreti dell’universo.

Rodolfo Brun 2025

Arcano numero 11

La Forza

Tarocchi Marsigliesi - Parigi edizione 1761

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